Cena in Emmaus

In occasione del suo bicentenario (l’inaugurazione avvenne il 15 agosto 1809, giorno del compleanno di Napoleone Bonaparte, allora Re d’Italia), la Pinacoteca di Brera ha organizzato convegni, concerti e mostre, tra cui quella allestita nella sala XV fino al 29 marzo scorso. Qui la Cena in Emmaus di casa dal 1939 è stata affiancata ad una versione precedente, in prestito dalla National Gallery di Londra. Tra la composizione dell’una e dell’altra passano cinque anni, densi di episodi, spesso negativi, che costellano la vita del grande Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

Nato a Milano nel 1571, malgrado il soprannome, Caravaggio inizia a dipingere a tredici anni, nella bottega di Simone Peterzano, dove resta quattro anni. Si muove poi a Venezia per scoprire il colore di Giorgione, Tiziano e Tintoretto, quindi, sofferente di malaria, a Roma nel 1592. Frequenta ulteriori apprendistati e la mano diventa veloce e sicura, ma la vita non è semplice, non può permettersi di pagare dei modelli, quindi comincia a ritrarre personaggi di strada con incredibile realismo.
Cambia stile in seguito all’incontro con Francesco Maria Del Monte, uomo di grande cultura e suo primo protettore. Ben presto diventa molto apprezzato nella Roma papale, tanto che altri mecenati lo finanziano, anche se costretti spesso a tiralo fuori dai guai, a causa del suo carattere rissoso. Una condanna per omicidio lo obbliga a rifugiarsi nei possedimenti laziali del principe Filippo Colonna, poi a Napoli, Malta, Sicilia e di nuovo Napoli. La grazia papale arriva troppo tardi e l’artista muore a Porto Ercole nel 1610.

Michelangelo Merisi da Caravaggio - Cena in Emmaus 1596-98 - olio su tela, 139 × 195 cm - Londra, National Gallery

Caravaggio rivoluziona i canoni estetici dell’epoca sia per la scelta dei soggetti, uomini e donne di strada che spesso determinano il rifiuto di alcune opere da parte dei committenti, sia per l’estremo realismo che gli impedisce di ritoccare la natura. L’uso sapiente della luce è un’altra caratteristica che contraddistingue le sue opere.
La Cena in Emmaus del 1601 (la versione “londinese”) fu dipinta su commissione di Ciriaco Mattei e risente della tradizione lombarda del Cinquecento. Il Cristo è giovane e, nell’atto di spezzare il pane, viene riconosciuto dai due pellegrini di Emmaus. La luce è intensa e sottolinea i significati allegorici e salvifici degli oggetti sul tavolo.

Michelangelo Merisi da Caravaggio - Cena in Emmaus 1606 - olio su tela, 141 × 175 cm - Milano, Pinacoteca di Brera

La versione del 1906, di stanza a Brera, rivela sicuramente una certa maturità e la gravità delle esperienze di vita: colpisce l’essenzialità dell’insieme e il Cristo, emaciato, stanco, appesantito dal dolore. L’azione raffigurata è di poco successiva alla tela precedente: il pane è stato già spezzato e l’assenza di luce rende i gesti più intimi, quasi più umani. D’ora in poi, infatti, il linguaggio di comunicazione perderà una certa sacralità a vantaggio di un dialogo più naturale.

Elisa Del Moro

TAG: , , , ,